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Le avventure del Nibbio Nebbioso e della Gatta di Ghisa

Santa Meelano è una città dominata dall’onnipresente azienda CoproTech. I suoi abitanti sono perlopiù rimbecilliti dalla televisione, che li spaventa con la minaccia dei mutalba (mutanti pieni di deformità, causate dai rifiuti radioattivi scaricati dalla CoproTech in Albania) e li blandisce con le avventure televisive del Nibbio Nebbioso, un supereroe interpretato da uno scalcinato attore. Tra i pochi meelanesi che si ribellano a questo stato di cose c’è Meecia, diciassettenne abilissima nelle arti marziali, che fa parte di uno scalcinato gruppo di dissidenti detto la Facoltà Fantasma, con lo pseudonimo di Gatta di Ghisa…

NibbioNebbioso

Di solito non leggo, né tantomeno recensisco, romanzi autopubblicati. Ultimamente però questa regola sta cominciando ad allentarsi, dato che la situazione comatosa del mercato editoriale ha fatto sì da un lato che anche autori molto validi siano costretti a ricorrere all’autopubblicazione, e dall’altro che la qualità media del materiale pubblicato dagli editori sia molto scaduta, attenuando le differenze una volta ben presenti tra l’editoria ufficiale e gli autori in proprio.

Oggi perciò vi propongo Le avventure del Nibbio Nebbioso e della Gatta di Ghisa di Daniele Gabrieli, un romanzo autopubblicato del quale sono giunto a conoscenza per vie traverse: l’ho letto infatti in qualità di selezionatore del premio Urania, dove è stato valutato positivamente al punto da includerlo tra i finalisti del 2014. L’autore ha commesso una grossa leggerezza: ha partecipato al premio con un romanzo che aveva già pubblicato in proprio su Amazon come ebook. Se fosse risultato vincitore, questo avrebbe potuto costargli la squalifica: il regolamento del premio, infatti, specifica che le opere partecipanti non possono essere già edite, nemmeno parzialmente. Tuttavia, dato che non ha vinto, tutto questo si rivela un vantaggio: potete leggerlo comunque, per soli 2,68 €.

Se ho deciso di parlarne qui è, ovviamente, perché mi è piaciuto. Dirò di più: mi ha divertito parecchio. Quella del Nibbio nebbioso è una fantascienza satirica e caricaturale, ma non per questo poco seria, e soprattutto scritta bene, con un solido controllo di una trama solo apparentemente caotica, un’ottima caratterizzazione dei personaggi, e una disinvolta capacità di giocare con la lingua italiana, mescolando inglese e dialetto milanese in bizzarri calembour.

Del libro ho apprezzato l’umorismo a doppia azione, che prima ti diverte con la totale assurdità di personaggi e situazioni, e poi ti sorprende per come nonostante questo riesca a far quadrare i conti della trama, dando senso anche ai piccoli dettagli. Ma soprattutto ho trovato  efficace la satira, che non risparmia colpi a nessuno: a una tecnica di governo basata su bugie e sfruttamento, a una sinistra diventata indistinguibile dalla destra (a Santa Meelano la politica è gestita da due gemelli siamesi, quello di destra governa, quello di sinistra sta all’opposizione), a un pubblico rimbecillito dalla TV che si lascia dominare da stupide paure, e a un complottismo disinformato che disperde nell’inefficacia qualunque istanza di rinnovamento. Anche il lettore non è al sicuro: il romanzo lo titilla nei suoi pregiudizi, per poi mostrargli che le cose non stanno come pensa lui.

Difetti? Principalmente un certo autocompiacimento, che a volte, per fortuna non troppo spesso, porta l’autore a tirare troppo la corda, per esempio nelle prime pagine, con una descrizione della protagonista così lunga che potrebbe spingere qualche lettore a chiudere il file (e sarebbe un peccato).

In sintesi: un romanzo satirico divertente e ben scritto, che chi non si lascia spaventare dalle bizzarrie linguistiche dovrebbe provare.