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La più grande matematica mai vissuta

Oggi ricorre l’Ada Lovelace Day, giornata in cui i blogger sono esortati a dedicare un post a una donna che si sia distinta nel campo della scienza, tecnologia, ingegneria o matematica. E non intendo sottrarmi alla chiamata. L’iniziativa prende il nome da Augusta Ada Byron, contessa Lovelace, considerata l’inventrice della programmazione informatica.
L’anno scorso, quando ancora questo blog non appariva su Nòva 100, avevo dedicato il mio post a Lise Meitner. Avevo un paio di idee per il post di quest’anno, ma ho deciso di rimandarle, perché per svilupparle bene mi sarebbe occorso del tempo che non ho avuto. Fortunatamente sfogliando le strisce di xkcd preparando il mio post precedente, ho trovato l’idea giusta: vi parlerò di Emmy Noether.

Noether

Ebrea tedesca, figlia dell’insigne matematico Max, Amalie Emmy Noether nacque nel 1882. La sua famiglia voleva farla diventare un’insegnante di inglese e francese, ma lei preferì studiare matematica all’università di Erlangen, dove suo padre era professore. Si laureò nel 1907, e nel 1915 fu chiamata da Hilbert e Klein a portare avanti le sue ricerche all’università di Göttingen. Nonostante la stima e l’appoggio di alcuni dei più illustri matematici del suo tempo, per un gran numero di anni non percepì alcun salario ufficiale per le sue prestazioni come ricercatrice e insegnante, dato che i regolamenti dell’epoca non prevedevano o esplicitamente vietavano che le donne potessero assumere ruoli accademici. Dovette perciò fare lezione apparendo come sostituta dei colleghi maschi, e ricevette il titolo di docente solo nel 1919, superando l’opposizione dei colleghi delle facoltà umanistiche alla possibilità che degli studenti maschi dovessero “apprendere ai piedi di una donna”. Solo nel 1923, comunque, ricevette un titolo che le garantiva un salario.
Il contributo di Noether all’algebra è stato fondamentale, tanto da farla descrivere da personaggi come Albert Einstein o Norbert Wiener come la donna più importante nella storia della matematica. Il suo lavoro ha riguardato campi lontani dall’esperienza dei profani, come la teoria dei campi e degli anelli. Il suo risultato più noto appartiene però alla fisica matematica: si tratta del teorema di Noether, che generalizza le leggi lagrangiane e hamiltoniane sul moto, stabilendo che ogni simmetria differenziale dell’azione di un sistema fisico può essere espressa sotto forma di una legge di conservazione, in cui una determinata quantità rimane costante. Uno strumento tuttora importantissimo in molti campi della scienza.
Noether fu anche un’insegnante anticonformista, le cui lezioni non seguivano temi prefissati ma si trasformavano in discussioni spontanee, che mettevano in difficoltà gli studenti meno flessibili e dotati, ma durante le quali furono più volte conseguiti importanti risultati.
Nel 1933, con l’avvento al potere di Hitler, all’ebrea Emmy (che per giunta simpatizzava per la rivoluzione sovietica) fu immediatamente tolta la cattedra. Fu costretta a trasferirsi negli Stati Uniti, dove dal 1934 insegnò all’università di Princeton. Purtroppo l’anno successivo morì, come conseguenza dell’asportazione di una cisti ovarica.
Come Lise Meitner, anche Emmy Noether è stata onorata dedicandole un cratere lunare. Il suo si trova sulla faccia nascosta della Luna. Anche un asteroide, 7001 Noether, porta il suo nome.

Qui sotto la striscia di xkcd che mi ha ispirato questo post:

marie_curie