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Il destino di Jon Snow appeso alle probabilità statistiche

I lettori delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin stanno attendendo ormai da un cospicuo numero di anni di sapere come andrà a finire la monumentale saga fantasy. L’autore procede sempre più lentamente col passare del tempo, tanto che c’è ormai il rischio più che concreto che la serie televisiva tratta dai romanzi, Il trono di spade, arrivi a un finale ben prima che ll settimo e (si spera) conclusivo tomo, A Dream of Spring, arrivi nelle librerie.

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Attenzione! L’articolo contiene spoiler sulla trama delle cronache del Ghiaccio e del Fuoco, e in particolare sugli ultimi romanzi pubblicati

Lasciati nel limbo (anche il sesto volume per ora non ha una data di uscita stabilita), i lettori non possono fare altro che abbandonarsi a infinite speculazioni su come la vicenda potrà terminare. Il che, immaginiamo, causerà qualche problema a Martin: se hai milioni di lettori, e gli lasci decenni di tempo per discutere sul Web ogni aspetto della vicenda, è molto probabile che qualcuno finirà con indovinare i colpi di scena che stai tenendo in serbo.

Quello che però Martin probabilmente non si aspettava è che qualcuno provasse a usare la scienza per leggergli nella mente. Lo ha fatto Richard Vale, docente a contratto di statistica presso l’Università di Canterbury in Nuova Zelanda, che ha pubblicato un serissimo studio intitolato Bayesian prediction for The Winds of Winter, in cui usa il calcolo delle probabilità per predire il contenuto dei prossimi romanzi della serie.

Prevedere davvero la trama di un romanzo nei suoi dettagli richiederebbe un modello statistico di sconvolgente complessità. Vale però si è limitato a fare una cosa molto più semplice. Dato che i romanzi di Martin sono strutturati attribuendo a ogni capitolo il punto di vista di un personaggio, ha cercato di dedurre come saranno distribuiti i punti di vista dei due tomi conclusivi della saga a partire dai romanzi precedenti. Si tratta di un tipo di predizione piuttosto grezza: non ci permetterà di sapere se un personaggio sposerà un altro o se vederà realizzati i suoi sogni. Però ci permetterà di dedurre alcune cose, per esempio se sarà vivo o morto (informazione particolarmente importante in questo caso, dato che, come dice Vale stesso nell’articolo,

 Uno degli aspetti più avvincenti delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è che i personaggi principali rimangono uccisi di frequente e in modo inaspettato).

Non vi tedierò con i dettagli di come è stata ottenuta la predizione, che del resto potete leggere direttamente nell’articolo. L’autore ha dovuto affrontare vari problemi metodologici (per esempio: come tenere conto del fatto che i due tomi A Feast for Crows e A Dance with Dragons sono deidcati in gran parte a due set di personaggi diversi, il che distorce non poco la distribuzione statistica dei capitoli). Nelle conclusioni, Vale riconosce che il suo metodo non è privo di problemi, come la dimensione relativamente piccola del campione (i capitoli pubblicati finora sono 338), o il fatto che il modello consideri il numero di capitoli di ciascun personaggio come una variabile indipendente (mentre in realtà più spazio per uno significa meno spazio per gli altri). Sarà interessante, se mai Martin si deciderà a dare alle stampe il volume, vedere quanto le previsioni si saranno avvicinate alla realtà.

Ma quali sono queste previsioni? A gran parte di noi piacerebbe sapere quanti capitoli avrà Jon Snow, dato che l’ultima volta che lo si è visto era in una situazione che lasciava incerta la sua sopravvivenza. Ebbene, il modello di Vale gli concede il 60% di probabilità di avere almeno un capitolo nel sesto volume, il che in una serie ad altissima mortalità come questa suona abbastanza rassicurante. I personaggi che sembrano avere la maggiore probabilità di scomparire prima della fine sono invece Melisandre la Donna Rossa e Ser Arys. Un altro dei problemi del modello è che non è in grado di predire l’attribuzione di nuovi punti di vista. Tuttavia, ipotizzando che il prossimo tomo abbia 70 capitoli, la prevsione lascia spazio per 11 capitoli raccontati da personaggi nuovi.

Hanno un senso, queste previsioni? È ovvio che, visto che le vicende della saga dipendono dalle decisioni di un uomo solo, una predizione statistica ha comunque grossi limiti. Ma proprio per questo sarà interessante vedere che tipo di successo otterranno i metodi statistici bayesiani su un caso simile e se, una volta uscito il sesto volume, la raffinazione dei dati permetterà di ottenere una previsione più precisa rispetto al contenuto del settimo. Purché Martin non impieghi troppo tempo. Valar morghulis.